Intervista al vampirologo Fabio Giovannini

Da quando il sito di Darkiss è on line, cioè da un anno e un paio di mesi, tra le tante richieste di aiuto sul gioco, i complimenti, le critiche – poche, per fortuna! – e varie altre osservazioni, ho ricevuto anche messaggi di gente che in tono presumibilmente serio mi domandava come fare a trasformarsi in vampiro per vivere nello splendore delle tenebre per l’eternità, succhiare il sangue (e trasformare a loro volta) fidanzati/e, amici/e, parenti/e, eccetera.

Qualcuno, per la verità, si sarebbe accontentato di incontrare dal vivo dei veri vampiri, assolutamente certo della loro esistenza. I più arditi sono arrivati a presumere che io stesso – Marco Vallarino, l’autore del gioco – sia un vampiro, nonostante ci siano decine di foto e video che mi ritraggono alla piena luce del giorno.

Le parti più buffe di questi messaggi sono quelle che dicono: «Io so che tu sai dunque non fare finta di non sapere» – soprattutto dopo l’uscita del mio saggio Vampiri: tenebrosa fantasia o terrificante realtà? che in fondo era solo un vivace elenco di aneddoti e storie sui cosiddetti principi delle tenebre – e a nulla sono valse le mie risposte atte a stemperare certi comportamenti un po’ strampalati. Anzi, a volte hanno generato reazioni ancora più assurde, che rileggo sempre con stupore (e gran divertimento).

Ovviamente non pubblicherò una riga di questi messaggi, dunque state tranquilli, miei cari aspiranti vampiri, la vostra privacy è al sicuro. Tuttavia, questo proliferare di disinformazione sul mondo dei vampiri mi ha dato una buona scusa per chiamare il mio vecchio amico Fabio Giovannini, popolare saggista e scrittore horror (oltre che consulente Rai), considerato tra i principali esperti italiani di vampiri.

Autore di diversi saggi sull’immaginario e su temi sociali, Fabio Giovannini ha pubblicato tra l’altro per Dedalo Il libro dei vampiri e per Il Minotauro In viaggio con Dracula. Per Stampa Alternativa ha curato Lord Ruthwen il vampiro di Charles Nodier e Carmilla la vampira di J.S. Le Fanu, l’antologia Prima di Dracula, le fiabe di Bram Stoker Il paese del tramonto, il Millelire I vampiri sono tra noi! e Guida ai cimiteri d’Europa.

Un personaggio dunque ideale per soddisfare ogni tipo di curiosità sul tema, che con amicizia e complicità si è prestato volentieri all’intervista che state per leggere.

Fabio, come e quando è nato il tuo interesse per i vampiri e poi come si è sviluppato in anni di studi e ricerche? Cosa ti interessava in particolare sapere sui vampiri?

Fin da ragazzino avevo una passione per l’horror e il gotico, letterario e cinematografico, e presto mi sono reso conto che la figura più affascinante e complessa era quella del vampiro. I primi decenni della mia passione per i vampiri si concretizzavano in un collezionismo estremo, cercavo di procurarmi tutto ciò che era stato stampato o pubblicato sui vampiri (almeno in Europa e Usa). Ed era quasi possibile! Poi negli anni Novanta c’è stato il primo boom del vampirismo, con Intervista col vampiro e il Dracula di Coppola. Da allora la mania collezionistica è stata devastata: impossibile stare dietro a tutte le uscite editoriali (o cinematografiche, teatrali, ecc.). Ora supplisce Internet, vera miniera infinita di dati e notizie.

Che cosa pensi che rappresenti la figura fantastica del vampiro per l’uomo? Perché ne è così attratto?

La figura del vampiro unisce la paura per la morte (il cadavere che torna dalla tomba) con l’erotismo (il bacio vampiresco). E inoltre seduce per la sua immortalità e parziale onnipotenza.

Anni fa hai scritto un libro che era una guida ai cimiteri più antichi e famosi d’Europa. Durante i viaggi che hai fatto per documentarti e visitare di persona alcuni di questi luoghi, hai trovato “tracce” di vampiri?

L’atmosfera di tanti cimiteri monumentali è senz’altro vampiresca. Rimanda a una sensibilità gotica e fa riemergere nella memoria gli scenari di tanti film del terrore. Più di questo, in realtà, non c’è, dal punto di vista vampirico. Il cimitero di Highgate, a Londra, fu teatro di duelli tra occultisti a caccia di vampiri, nei lontani anni Settanta. Ma finì tutto tristemente in tribunale.

Hai mai creduto alla possibilità dell’esistenza dei vampiri? C’è una prova inconfutabile della loro non esistenza?

Non credo nel soprannaturale, quindi nemmeno nei vampiri. Detto questo, sono convinto da tempo che la nostra vita sia condizionata fortemente dal nostro immaginario, e nell’immaginario odierno si trova un mix di fiction e realtà che si fondono diventando spesso indistinguibili tra loro. Quindi i vampiri, esistendo in una quantità ormai incredibile di libri, film e serie tv, spettacoli, fumetti, videogiochi eccetera, esistono anche nella realtà. Ma in carne e ossa, no, non credo che esistano.

Cosa pensi di quelli che si definiscono Real Vampires, cioè vampiri che anziché il sangue succhiano l’energia psichica (intesa anche come stati d’animo) delle persone che stanno accanto a loro?

Spesso sono imitazioni aggiornate dei circoli esclusivi ed esoterici dell’Ottocento. Però il rischio, oggi, è di sconfinare nel patetico.

Il vampiro famoso per eccellenza è Dracula, ma in tutto il mondo esistono vampiri con forme molto più diverse e originali (perfino non antropomorfe), cosa pensi di queste altre leggende? Si collegano in qualche modo ai vampiri antropomorfi che noi tutti conosciamo?

Tutte le forme che la tradizione popolare dei vari paesi ha dato al vampiro (cioè a morti che tornano dalla tomba e succhiano il sangue dei viventi) hanno delle analogie. Ma è certo che il tipico vampiro passato dalla superstizione alla letteratura e poi alle altre forme di comunicazione è quello europeo. Del resto, noi conosciamo (e riconosciamo quando ne leggiamo o guardiamo le imprese su uno schermo) un tipo di vampiro rielaborato nei secoli dall’immaginario: il vampiro della superstizione era in genere un rozzo contadino, senza canini appuntiti, senza capacità di trasformarsi in pipistrello, ecc. Noi invece associamo preferibilmente il vampiro al nobile vestito di nero, coi denti aguzzi e capacità di mutazione in animale.

Cosa pensi di chi si sottopone a operazioni ai denti che permettono di avere i denti come un vero vampiro? E di chi continua a cercare su Internet modi per trasformarsi davvero in vampiro?

Non sono particolarmente attratto dalle modifiche chirurgiche del corpo, nemmeno da quelle “dentistiche”. Auguri, poi, a chi cerca su Internet come trasformarsi in vampiro…

Esistono molte storie (film, libri e perfino giochi di ruolo) che prospettano un futuro in cui i vampiri sono troppi e gli esseri umani sono in via di estinzione: per le tue conoscenze e accettando per un momento l’ipotesi che possano esistere i vampiri, ritieni mai che nella realtà ci si potrebbe trovare in una situazione del genere? Oppure i vampiri sarebbero troppo intelligenti per commettere un errore così umano?

Molti romanzi e qualche film hanno già ipotizzato che i vampiri, per evitare proprio l’estinzione delle loro vittime, si organizzino in forma sociale per porre delle regole all’attività vampiresca (ad esempio dovendo ottenere specifiche autorizzazioni dai loro capi per poter creare nuovi vampiri). Secondo la vulgata più diffusa in libri e film, le vittime necessitano di bere sangue di vampiro per trasformarsi in non-morti, il semplice morso non basta a trasformarli a loro volta in succhia sangue. È quindi sufficiente non somministrare sangue di vampiro al vampirizzato e si otterrà un contenimento adeguato della popolazione vampiresca.

Uno studioso dei vampiri non può non essere attratto dall’occulto e dalla magia, che quasi sempre si intrecciano alle storie di questa razza di succhia sangue. Cosa pensi del sovrannaturale? Esistono forze che non siamo ancora in grado di comprendere e manovrare appieno?

Come ho già detto, non credo nel soprannaturale. Però sono convinto che molto del “naturale” sia ancora inspiegabile e non comprensibile con le convenzionali analisi scientifiche. In quella zona inesplorata c’è ovviamente qualche mistero, anche in questo Terzo Millennio iper tecnologico.

Ci sono luoghi in Italia che possono essere ricollegati al vampirismo?

In Italia il folclore ha ospitato pochissime credenze simili a quelle sui vampiri, quindi non esistono luoghi esplicitamente legati a quella superstizione. Eppure siamo a due passi da altre zone europee dove la superstizione vampirica è nata e si è diffusa. Sarebbe interessante riflettere sul perché proprio in Italia le credenze sui vampiri siano pressoché assenti. La chiesa cattolica, tanto influente e dominante nel corso dei secoli, ha forse un ruolo nell’estirpazione quasi totale di questa superstizione dal suolo italico? Chissà.

Qual è l’ultimo progetto vampiresco di cui ti sei occupato?

Sto per mandare in stampa una edizione completa della raccolta di racconti L’invitato di Dracula, scritti da Bram Stoker e pubblicati postumi nel 1914. Il testo che dà titolo al volume era probabilmente uno dei capitoli iniziali del romanzo Dracula, poi eliminato prima della pubblicazione. L’edizione che sto curando propone per la prima volta in italiano l’intera raccolta, compresa l’introduzione originale della moglie di Stoker.