Halt and Catch Fire, una serie tv avventurosa

Si parla anche di avventure testuali nella nuova serie televisiva Halt and Catch Fire, ideata da Cristopher Cantwell e Cristopher C. Rogers e trasmessa nelle scorse settimane dall’emtittente americana AMC. La storia, articolata su dieci puntate di 42 minuti l’una, è ambientata nei primi anni 80, ai tempi in cui il mercato dei personal computer iniziava a divenire un business di rilievo nel mondo dell’elettronica e dell’informatica.

La vicenda parte con l’arrivo dell’agente di commercio Joe McMillan (interpretato da Lee Pace) alla Cardiff Electric. L’azienda produce sostanzialmente software ma Joe convince la dirigenza a mettere in piedi il progetto di un nuovo computer, convinto che si rivelerà assai più remunerativo del resto, se saprà superare o almeno eguagliare, in termini di prestazioni e rapporto qualità prezzo, quelli dell’azienda leader del mercato, ovvero l’IBM.

A capo della squadra di lavoro c’è l’ingegnere Gordon Clark (Scoot McNairy), genio dell’elettronica (come anche la moglie, Donna C.) che però ha un rapporto turbolento con Joe a causa delle differenze di carattere e di approccio al progetto. Se MacMillan è spregiudicato e ottimista, praticamente certo del successo dell’iniziativa, Clark, reduce dal fallimento di un progetto simile, ha seri dubbi sulle possibilità di concretizzare l’idea del collega, nei tempi e nei modi previsti. Inoltre Joe è un personaggio controverso, pieno di luci e di ombre, che nasconde più di un mistero e di cui (forse) è meglio non fidarsi.

A complicare ancora di più la situazione della Cardiff Electric, che se il progetto del nuovo computer fallirà sarà costretta a chiudere baracca, c’è la bionda e intemperante Cameron Howe, programmatrice super sexy incaricata di scrivere il bios della macchina, che in un ambiente tendenzialmente maschilista come quello dell’informatica creerà non poco scompiglio.

In realtà ciò che metterà più in crisi il sogno di gloria di Joe, Gordon, Cameron e di tutta la Cardiff Electric sarà l’arrivo sui computer dell’azienda di ADVENT, ovvero la prima avventura testuale della storia, poi divenuta Adventure o anche Colossal Caves o ancora Colossal Adventure e Colossal Caves Adventure. Nel corso della quinta puntata di Halt and Catch Fire, intitolata proprio Adventure e andata in onda il 29 giugno, Il gioco scritto originariamente in Fortran da Tony Crowther e Don Woods nel 1976 (e tradotto in italiano nel 1996 da Giovanni Riccardi con il titolo di Avventura), diffondendosi come un virus da un terminale all’altro, e soprattutto da un impiegato all’altro, manderà in crisi la produttività del personale, troppo impegnato a tentare di collezionare tutti i tesori celati nelle caverne di Advent per stare dietro al progetto di Joe e Gordon.

Anche il boss della Cardiff, John Bosworth, sarà costretto a estenuanti straordinari notturni per proseguire nel gioco, finché – si presume – il raggiungimento dell’agognato traguardo finale dei 350 punti, ottenibile con il recupero di tutti i tesori, non riporterà la pace negli uffici dell’azienda. Halt and Catch Fire continuerà poi fino alla decima puntata con altri colpi di scena e situazioni davvero intriganti per chi mastica un po’ di informatica.

A dispetto degli ascolti non altissimi, lo scorso 20 agosto l’AMC ha annunciato che la serie avrà una seconda stagione perché c’è l’interesse a portare avanti un progetto ambizioso, anche se apparentemente di nicchia, e finora unico nel suo genere, che offre una brillante testimonianza storica di un periodo fondamentale per quelli che sono oggi i capisaldi del mondo del lavoro e della comunicazione.

Anche se non si ha ancora notizia di una trasmissione di Halt and Catch Fire in Italia, le puntate della serie possono essere facilmente reperite col protocollo torrent e doppiate con i sottotitoli disponibili su Itasa. Buona visione e… attenti al pirata!