Se proprio volete sapere com’è andata l’IF Comp 2016 cliccate qui

DetectivelandNon potevo chiudere il 2016 senza scrivere neanche un post sul risultato dell’ultima IF Comp, di cui comunque potete leggere diffusamente sul sito ufficiale Ifcomp.org. Ebbene, ha vinto Detectiveland di Robin Johnson, brillante avventura di genere hardboiled, che con una particolare interfaccia a metà tra parser e punta e clicca, chiamata Versificator e già sperimentata con successo in Draculaland (di cui vi parlerò presto), ha messo d’accordo i fan rispettivamente di linea di comando e scelta multipla guadagnandosi una bella vittoria. La storia è ambientata negli anni 20 del secolo scorso a New Losago, cittadina immaginaria che ricorda molto la New York di quel periodo, con dark lady e gangster assortiti. Il giocatore impersona un detective privato con ben tre casi da risolvere, che si offrono come minigiochi a se stanti sullo stile del caro Fish! della Magnetic Scrolls. Lo stile è brillante, ci sono molte cose da fare e vi consiglio di dargli un’occhiata, così come al sito dell’autore: Versificator.net.

Se preferite le avventure vecchio stile con l’interfaccia aperta, a linea di comando, potete rifarvi con la seconda classificata: Color the Truth di Matt Brush, un giallo vecchio stile in cui, a colpi di parser, bisogna scoprire l’assassino di Rosalita Morales, e in cui i sospettati si divertono a… colorare la verità! La medaglia di bronzo è andata a un altro gioco punto e clicca: Cactus Blue Motel di Astrid Dalmady, ambientato in mezzo al deserto in un motel strano, molto strano, soprattutto dopo una certa ora.

Darkiss 2, che era in gara insieme a Zigamus, purtroppo è arrivato solo diciassettesimo, fallendo così l’obiettivo di migliorare il piazzamento ottenuto da Darkiss 1, che nel 2015 era arrivato dodicesimo. Questo, nonostante le tante belle recensioni uscite durante la Comp, che mi avevo reso moderatamente ottimista su un possibile e auspicato piazzamento nella top ten. Tra le tante, cito almeno quelle di T. L. Bodine (noto anche come Glass Rat, che ha speso belle parole anche per Zigamus) e di Emily Short, che ha addirittura segnalato Darkiss 2 come gioco di Halloween. Le altre, compresa quella eccellente pubblicata dall’host Freeware Files, le trovate nella English Page del sito.

Ironia della sorte, grazie al piazzamento di Darkiss 2, ho vinto un premio messo in palio proprio dal vincitore Robin Johnson: una copia cartacea del libro Commodore 64 Adventures: a guide to playing and writing adventures di Mike Grace, pubblicato da Sunshine nel 1983: una chicca per nerd all’ultimo stadio alla quale ho riservato un posto d’onore nella mia libreria “avventurosa”, insieme alla cartolina di Edimburgo che Robin mi ha spedito con il volume.

Zigamus è arrivato addirittura trentunesimo, quindi nella parte destra della classifica, e anche se si è messo dietro più di venti giochi (sui 58 in gara) dubito che si possa essere soddisfatti di un trentunesimo posto e anche di un diciassettesimo. È chiaro che quest’anno il vento è cambiato, i giochi punta e clicca hanno fatto la parte del leone conquistando molte posizioni nella top ten e il pubblico anglofono, o almeno quello che vota, sembra sempre più orientato verso giochi meno complessi come design (anche se Detectiveland e Color the Truth sono due sfide intriganti) e più simili a storie interattive che ad avventure esplorative, come sono – credo – Darkiss 2, Zigamus e tanti altri miei giochi, in cui la trama è incastonata in uno scenario di luoghi, oggetti, personaggi che è la vera anima dell’avventura.

Detto questo, devo ringraziare tutti quelli che hanno giocato e votato, anche quelli che hanno dato 5 (o peggio) perché evidentemente non si sono “ambientati” a Ovranilla o tra le stanze del Vigamus. Comunque mi ha lusingato leggere così tanti messaggi, pubblici e privati, sui miei due giochi nell’edizione dell’IF Comp che ha avuto il record di opere in gara.

Ora come ora, per l’IF Comp 2017, anziché proseguire la traduzione dei giochi della serie di Darkiss (il prossimo sarebbe lo spin-off Sogno di Sangue), mi piacerebbe scrivere qualcosa di completamente nuovo, in inglese, e orientato a questi nuovi canoni dell’Interactive Fiction, con più trama e meno azione, o almeno meno puzzle. Le idee ci sono, il tempo come sempre un po’ meno. E non dimentico il mio impegno di chiudere la saga del vampiro Martin Voigt, almeno in italiano. Sperando che vi sia di conforto, vi ricordo che tutti i giochi della serie finora sono usciti negli anni dispari: Darkiss 1 nel 2011, Darkiss 2 nel 2013, Sogno di Sangue nel 2015. Chissà quindi che il 2017 non sia l’anno di Darkiss 3 e dello scontro finale con il professor Anderson.

Per ora, felice anno nuovo a tutti e arrivederci a gennaio con Fuga dall’Acropoli, la seconda avventura della serie dei viaggi nel tempo sviluppata dagli studenti dell’I.I.S. “G. Marconi” di Imperia.

A presto!