Workshop di Interactive Fiction al Gizmark di Genova

 

Il Gizmark di Genova vi aspetta oggi e domani in zona FieraIl Gizmark di Genova, salone della tecnologia che si tiene questo fine settimana nel capoluogo ligure in zona Fiera, ospiterà domani anche un mio intervento. Alle 14 presso il forum dedicate alle nuove tendenze informatiche ed elettroniche, terrò un workshop di videogame design simile a quelli già proposti a ottobre al Linux Day di Spotorno e a febbraio all’Adventure Day del Vigamus di Roma.

Dopo una breve introduzione dedicata alla presentazione interattiva di Salvate lo Stregatto, il gioco dimostrativo che porto in giro per introdurre i novizi ai fondamenti di gioco delle avventure testuali, proverò a coinvolgere il pubblico nella realizzazione di una nuova opera di Interactive Fiction.

Seguendo le richieste di chi vorrà partecipare all’esperimento e utilizzando il linguaggio di programmazione a oggetti Inform 6, mio cavallo di battaglia, cercherò di scrivere da zero un gioco che possa avere un inizio e una fine e magari essere pubblicato come testimonianza dell’evento.

L’obiettivo è dimostrare quanto sia facile applicare un approccio creativo di tipo letterario a un contesto tecnico altamente codificato come quello dell’informatica. In un momento storico in cui c’è sempre meno gente che legge libri, giornali, riviste, ma sempre tanta che scrive, e ancora di più che gioca, l’interactive fiction può essere una forma d’espressione estremamente interessante sia per l’utente (giocatore o lettore che sia) che per l’autore.

Del resto, il libro è un tipo di supporto che era già fuori moda negli anni 70, mentre il formato multi piattaforma e l’approccio interattivo e ipertestuale delle Interactive Fiction non può che favorirne la diffusione, grazie al fatto che ormai tutti possiedono almeno uno smartphone o un tablet, se non un PC, e conoscono Internet.

Al Gizmark ci sarà la possibilità di provare i miei giochi anche presso lo stand dei gruppi GNU/Linux della Liguria. Grazie alla gentilezza dell’amico Harlock Vecchiomago del Govonis di Finale Ligure, è stato allestito un computer con la distro Ubuntu Mate con cui tramite l’interprete Gargoyle si potrà giocare sia a Stregatto che a Darkiss 1, in italiano che in in inglese. Immagino però che voi non abbiate bisogno di andare al Gizmark di Genova per provare i miei giochi. O no? 😉

Darkiss 1 è in nomination agli Xyzzy Awards

xyzzy-awards-2015Da ieri l’edizione inglese di Darkiss 1 è in nomination all’edizione 2015 degli Xyzzy Awards, gli oscar mondiali della narrativa interattiva. Il gioco, scelto tra gli oltre 400 candidati, concorre in una delle categorie più importanti, quella del Best Player Character, ovvero Miglior Personaggio Giocante, che poi sarebbe il protagonista dell’avventura, in questo caso il vampiro Martin Voigt. Il malvagio mostro succhiasangue pare aver fatto breccia nei cuori degli English-speaking player e dopo i tanti apprezzamenti ricevuti da Wade Clarke, Emily Short, Lucian P. Smith, Hugo Labrande, Lynnea Glasser nel corso dell’ultima IF Comp e anche dopo, ha raggiunto la sua consacrazione a livello internazionale.

Certo, vincere non sarà facile, perché sono in gara con alcuni degli autori più quotati dell’ultima stagione, ma già la nomination è un ottimo risultato per un’opera che propone una traduzione fatta da un autore non madrelingua, sia pure con il prezioso aiuto di tanti amici che masticano l’inglese meglio di me. Tra l’altro il Player Character è uno degli elementi più importanti di un videogioco a sfondo narrativo e mi riempie di orgoglio il fatto che Martin Voigt stia diventando così popolare anche al di fuori dei patri confini.

Darkiss 1 è inoltre il terzo gioco italiano a entrare in nomination, in quasi vent’anni di storia degli Xyzzy Awards. Il primo in assoluto è stato Beyond di Roberto Grassi, Paolo Lucchesi e Alessandro Peretti, che nel 2005 dopo essere arrivato secondo alla IF Comp vinta da Vespers di Jason Devlin ne ha ricevute ben tre, vincendo poi i premi per la Miglior Storia e il Miglior Puzzle Individuale. Il secondo è stato Andromeda Apocalypse di Marco Innocenti, che nel 2012 è stato il primo gioco italiano a vincere l’IF Comp e ha poi ricevuto le nomination per il Miglior Gioco e la Miglior Implementazione.

La notizia è stata subito ripresa dal sito GamesVillage.it in un articolo firmato da Guglielmo de Gregori, che lo scorso 20 febbraio al Vigamus di Roma era intervenuto all’Adventure Day dedicato alla presentazione di Zigamus. In serata anche OldGamesItalia ha parlato degli Xyzzy Awards, riportando l’elenco completo dei finalisti divisi per categoria con i link alle recensioni realizzate dallo staff del portale nei mesi scorsi.

Per votare agli Xyzzy Awards basta iscriversi sul sito con il proprio indirizzo email e una password. C’è tempo fino a sabato 14 maggio. Le categorie proposte quest’anno sono: Best Game, Best Writing, Best Story, Best Setting, Best Puzzles, Best NPCs, Best Individual Puzzle, Best Individual NPC, Best Individual PC, Best Implementation, Best Use of Innovation, Best Technological Development, Best Use of Multimedia. In totale sono curiosamente tredici: un numero che nei paesi anglofoni di solito porta sfortuna mentre in Italia porta decisamente fortuna, soprattutto a chi gioca al Totocalcio. Speriamo sia un buon segno!

A cena col vampiro, una stroncatura da paura

george-hilton-a-cena-col-vampiroEra un po’ che volevo parlarvi del canale YouTube Stroncando l’Orrore dell’amico Screammaker e finalmente oggi è capitata l’occasione giusta. Screammaker è uno youtuber che da qualche anno si diverte a ridicolizzare i film horror (e non) più brutti di sempre, con l’aiuto di alcuni personaggi interpretati da se stesso che rendono la scena più vivace.

L’anno scorso per la stroncatura di R.O.T.O.R. ha tirato in ballo pure Darkiss, in una spassosa gag sui problemi di comunicazione tra uomo e computer. Oggi invece su Stroncando l’Orrore è apparsa la stroncatura di A cena col vampiro, film (all’apparenza) horror di Lamberto Bava girato nel 1988 per il ciclo Brivido Giallo di Italia 1, rassegna che per gli amanti del trash (anche involontario) è diventata un cult e di cui fanno parte anche Una notte al cimitero, La casa dell’orco e Per sempre.

In realtà già in passato Screammaker ha proposto video in cui mette alla berlina incongruenze, sciatterie e difetti vari di film di vampiri. La saga di Twilight, il Dracula di Dario Argento, La notte dei vampiri, Dracula 3000 sono i primi che mi vengono in mente, ma sul canale ne troverete sicuramente altri (a proposito, iscrivetevi). Stavolta però ci troviamo di fronte a un vero abominio, pressoché in antitesi con il termine horror, e tra l’altro firmato dallo stesso regista di Demoni e di altri film non di “paura” piuttosto validi. Quindi approfitto di questa disastrosa mascherata, che ha coinvolto anche il povero George Hilton, per invitarvi a seguire Stroncando l’Orrore.

Ci sono anche video su film tratti da videogiochi, come i pessimi Double Dragon e Super Mario Bros. Non mancano stroncature di film italiani di recente produzione come Dreamland e Uno specchio per Alice. I miei preferiti però sono quelli dedicati a classici degli anni 50 e 60 come The Creeping Terror e Frankenstein alla conquista della terra: cercateli!

Avventure testuali al TGR di Rai 3

Avventure testuali al TGR di Rai 3Le avventure testuali sono arrivate fino alla rete di stato. Lo scorso 9 aprile il Settimanale del TGR della Liguria di Rai 3 ha mandato in onda un servizio della giornalista Lucia Pescio dedicato al corso di videogame design che tengo all’IIS G. Marconi di Imperia insieme ad alcuni docenti dell’istituto. Gli studenti imparano a unire le conoscenze informatiche e l’ispirazione letteraria realizzando brevi avventure basate su storie o dedicate a temi decisi insieme ai professori.

Il video è disponibile in formato mp4 a questo link – guardate da 12.55 – e mostra alcune interviste ai ragazzi, che raccontano la propria esperienza di game designer alle prese con la programmazione a oggetti. Il corso si basa infatti su Inform 6, che personalmente trovo ottimo per prendere dimestichezza con questo tipo di realtà e avvicinarsi poi a linguaggi più complessi come il Java e C++.

Il servizio è stato poi replicato la settimana successiva nell’edizione delle 14 del TGR. L’uscita della prima avventura testuale realizzata dagli studenti del Marconi è imminente: se il beta testing non darà particolari problemi, dovremmo farcela per la metà di maggio. Si tratterà di un viaggio nel tempo che porta il giocatore nella New York di fine XIX Secolo, alla ricerca di Nikola Tesla, lo scienziato di origine serba famoso per la dimestichezza con particolari fonte di energia.

I ragazzi, come mostrato nel servizio del TGR, sono al lavoro anche su un’altra avventura, ambientata nell’antica Grecia, che dovrebbe vedere la luce prima della fine dell’anno scolastico.

Come già detto in passato, chi vuole imparare Inform 6 per provare a scrivere avventure testuali può trovare una buona base di partenza nel corso di programmazione a puntate tenuto da Mariano Sassi su McBones. In italiano ci sono anche il manuale di Vincenzo Scarpa e la traduzione della guida per principianti di Roger Firth e Sonja Kesserith, ma alla fine la lettura del Designer’s Manual di Graham Nelson rimane per me imprescindibile per apprendere tutti i segreti del game design più avventuroso!

Repubblica TV parla di Zigamus

Uno screenshot dell'avventure testuale ZigamusUn folto pubblico ha seguito, sabato scorso a Roma, l’Adventure Day organizzato dal Vigamus per presentare Zigamus, l’avventura testuale che ho realizzato nelle scorse settimane come gioco promozionale del museo. Il direttore Marco Accordi Rickards (Metalmark per gli amici) insieme alla sua assistente Alessia Padula e a vari collaboratori, tra cui i super esperti di 8 e 16 bit Fabio D’Anna e Ivan Paduano, ha allestito una serie di eventi a tema avventuroso nelle sale del museo che ha portato molta gente alla manifestazione.

Grazie anche alle segnalazioni di Games Village, Mentelocale, Il Secolo XIX, il lancio ufficiale di Zigamus è stato seguito da oltre cento avventurieri della vecchia e della nuova generazione che, giocando in diretta con me su un maxischermo, hanno provato a dare man forte al protagonista dell’avventura nel tentativo di salvare il Vigamus dall’avvento degli zombi. Il gioco propone infatti una vicenda di genere umoristico e taglio paradossale: a causa dell’arrivo di un nuovo coin-op un po’ troppo “realistico” il museo viene invaso da un’orda di mostri mangiacervelli, che il protagonista dovrà sterminare con l’aiuto dei tanti gadget e cimeli sparsi per le sale, con un inevitabile omaggio all’epopea di Darkiss a forma di… dentiera!

L’evento è stato seguito anche dal giovane reporter Mattia Brighenti di Repubblica TV, che ha realizzato un video che ha subito fatto incetta di click e like sul sito del blasonato quotidiano, dove è apparso con un titolo a dir poco lusinghiero, per me. Il servizio, oltre che al sottoscritto, ha dato spazio anche a Metalmark e al game designer e scrittore fiorentino Marco Innocenti, altro ospite della manifestazione, che nel 2012 è stato il primo e finora unico italiano a vincere la rinomata IF Comp con l’avventura in inglese Andromeda Apocalypse.

Sul palco dell’Adventure Day c’è stato spazio anche per Francesco Cordella, autore di Flamel, Giovanni Riccardi, traduttore della grammatica di Inform 6, Pascal Tora, autore di Roma misteriosa, mentre tra il pubblico ho visto con piacere l’agente letteraria Francesca Costantino, prossima a lanciare una nuova casa editrice, il giornalista Emiliano Federico Caruso, che ha poi scritto dell’evento su GameSource, e tanti altri amici della capitale.

Zigamus, programmato come le altre mie avventure in Inform 6, sarà disponibile per il download gratuito nei prossimi giorni dal sito del Vigamus nel canonico zip che fornirà oltre ai file multipiattaforma z5 e ulx anche l’exe autoinstallante per Windows. Il gioco sarà prossimamente disponibile anche in inglese, nella traduzione curata dalla specialista Francesca Noto.

Il Vigamus di Roma celebra l’Adventure Day

Appuntamento il 20 febbraio a Roma per l'Adventure Day del VigamusAppuntamento da non perdere sabato 20 febbraio al Vigamus di Roma per tutti gli appassionati di avventure, testuali e non. Il museo del videogioco, inaugurato nel 2012 in via Sabotino 4, ospiterà l’Adventure Day, ovvero un pomeriggio interamente dedicato al genere di videogioco più complesso e intrigante. A partire dalle 15, nelle postazioni allestite in giro per il museo, si potrà giocare alle avventure più famose di ieri e di oggi, da Zork a Heavy Rain, e incontrare vari esperti e appassionati del genere.

Io sarò uno degli ospiti dell’evento e non verrò a mani vuote… Dalle 16 la sala conferenze del Vigamus ospiterà l’anteprima di Zigamus! Gli zombi al Vigamus, l’avventura testuale che ho realizzato appositamente per gli amici del museo, con la collaborazione di Alessia “Paddy” Padula e la benedizione del direttore Marco “Metalmark” Accordi Rickards.

Il gioco, ambientato nello stesso museo tra gadget videoludici e cimeli di ogni tipo, propone una vivace e paradossale puzzle-fest a tema zombi. Come in ogni avventura che si rispetti, bisognerà tentare ogni tipo di azione, anche la più assurda, per arrivare la fine e salvare il Vigamus dalla minaccia dei mostri mangiacervelli. 

Dopo l’anteprima del 20 febbraio, Zigamus sarà liberamente scaricabile dal sito del Vigamus nel consueto formato multipiattaforma che permette di giocare sia su pc che su tablet e smartphone.

L’Adventure Day, aperto al pubblico, proporrà la presenza di altri ospiti a sorpresa. Inoltre vedrà la partecipazione degli studenti della Vigamus Academy, il corso di laurea in videogame che si tiene all’eCampus, ai quali sarà dedicato un approfondimento storico e tecnico sulle avventure testuali.

Sperando di vedervi numerosi all’Adventure Day (fatevi riconoscere!), ringrazio i betatester di Zigamus Paolo Lucchesi, Rosa Squeo, Marco Innocenti, che in questi giorni mi stanno dando una mano a sistemare la bozza del gioco, e vi do comunque appuntamento alla fine di febbraio, quando l’avventura sarà on line.

Imparare la programmazione a oggetti scrivendo avventure testuali

Il giornalista Maurizio Vezzaro ha recentemente scritto un bell’articolo per l’edizione cartacea e quella on line del quotidiano La Stampa sul corso di videogame design, orientato alle avventure testuali, che tengo da ottobre presso l’Istituto di istruzione superiore G. Marconi di Imperia con la collaborazione di alcuni docenti di italiano e di informatica.

L’iniziativa segue quelle proposte nei precedenti anni scolastici 2013/14 e 2014/15, ma stavolta affianca al consueto lavoro di progettazione concettuale del gioco quello di programmazione, per offrire agli studenti anche una formazione tecnica, che un giorno potrebbe essere (molto) utile nel mondo del lavoro.

Il linguaggio scelto per realizzare il gioco, che dovrebbe essere pronto per giugno, è Inform 6 di Graham Nelson, con cui ho scritto Darkiss 1, Darkiss 2, Sogno di Sangue e tutte le mie avventure testuali disponibili on line. L’obiettivo è insegnare ai ragazzi i rudimenti della programmazione a oggetti, che credo siano alla base dell’informatica moderna.

A differenza del più recente Inform 7, che ha sempre avuto problemi di localizzazione, Inform 6 è ottimo anche per scrivere avventure testuali in italiano, oltre che in inglese. La tipizzazione bassa (molto bassa), la sintassi agile e (piuttosto) elastica, la disponibilità di un gran numero di librerie aggiuntive per affinare la progettazione del world model, per non parlare del formato multi piattaforma in cui compila i giochi, lo rendono uno strumento ideale per addentrarsi nei meandri di quel tipo di programmazione e imparare un metodo di lavoro (e un modo di ragionare) che di solito porta ottimi frutti.

Chi volesse imparare a scrivere avventure testuali a oggetti con Inform 6, senza venire fino al Marconi di Imperia (dove comunque si sta benone), potrà trovare pane per i suoi denti, come già scritto in passato, sul sito McBones, dove l’amico e collega avventuriero Mariano Sassi propone un corso di programmazione in Inform 6: una risorsa a mio avviso più abbordabile per chi mastica poco di informatica rispetto ai manuali che erano già in giro da tempo.

Darkiss! Wrath of the Vampire

Darkiss! Wrath of the Vampire è il titolo definitivo dell’edizione inglese di Darkiss. Il bacio del vampiro è stato sostituito dalla rabbia, per evitare la ripetizione di kiss, mentre il sottotitolo Chapter 1: The Awakening è rimasto uguale a quello italiano. La nuova versione dell’avventura è stata rilasciata ufficialmente il 18 novembre, dopo che l’originale aveva chiuso l’Interactive Fiction Competition 2015 con un onorevole dodicesimo posto. Le correzioni e le modifiche fatte durante la gara, grazie ai feedback dei giocatori, sono state tantissime e credo che ora l’avventura sia più chiara e scorrevole.

Are you ready to quench your blood thirst? ovvero Sei pronto a soddisfare la tua sete di sangue? è il mood che ho scelto per presentare il gioco (anche) al di fuori dei canonici ambienti delle avventure testuali come opera di gamification letteraria a tema vampirico. Per ora il gioco è stato inserito nei database dei seguenti siti:

Su Ifwizz, il principale sito tedesco dedicato all’interactive fiction, è uscita anche una bella recensione in lingua che promuove il gioco a pieni voti (grazie, Martin Barth) e si aggiunge a quelle, molto favorevoli, scritte da Wade Clarke, Emily Short, Jason Dyer, Lucian Smith durante l’IF Comp.

Prossimamente i vampiri di Darkiss dovrebbero giungere a infestare anche gli hosting di Itch.io e BrotherSoft. Intanto sul sito Programmigratis.org è da qualche giorno on line la nuova edizione italiana del gioco, che si allinea a quella inglese. Molte cose sono cambiate rispetto alla versione precedente, a cominciare dal testo introduttivo, che è ora meno didascalico. Le descrizioni di alcune stanze sono state accorciate e ora si aggiornano nel corso dell’esplorazione, per rendere più fluido il rapporto del giocatore con l’ambiente circostante. Alcuni puzzle sono stati resi più facili, o almeno meno difficili, ed è stata aggiornata anche la mitica sezione segreta (chi non l’ha trovata?).

La traduzione di Darkiss 2 è già in cantiere, con la speranza di soddisfare le attese che l’uscita di Darkiss 1 in inglese sembra aver creato in molti paesi, a cominciare ovviamente da Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia. Presto o tardi dovrebbe iniziare anche la progettazione di Darkiss 3. Intanto vi ricordo che c’è anche lo spin-off Sogno di Sangue da giocare: il professor Anderson conta su di voi per trovare il cimelio che causerà la rovina delle forze del male!

Tutto il meglio e tutto il peggio di Darkiss 1 all’IF Comp 2015

Uno screenshot dell'edizione inglese di Darkiss 1Oltre ai 65 voti che, con la media del 6,34, hanno fruttato il dodicesimo posto finale, per l’edizione inglese di Darkiss 1 all’IF Comp 2015 ci sono stati anche tanti commenti e recensioni da parte dei giudici della gara, quasi tutti positivi.

Il primo a recensire, molto bene, Darkiss 1, è stato l’australiano Wade Clarke, game designer e compositore di fama mondiale (e vincitore dell’Ectocomp 2012), che il 3 ottobre sul suo blog Wade’s Important Astrolab ha promosso a pieni voti il gioco, apprezzando in particolare la presenza di un vampiro finalmente malvagio come quelli dei vecchi tempi, l’alternanza di puzzle sovrannaturali ad altri più… materiali, la ricchezza di particolari truculenti nel testo… e l’help on line molto ben strutturato.

Altre belle parole sono arrivate il 6 ottobre da FutureLibrarian che sul forum di IntFiction.org ha postato una divertente recensione in stile radiocronaca conclusa con l’eloquente considerazione: “Ora che l’ho giocato, capisco perché la versione italiana di Darkiss 1 sull’IFDB ha un punteggio di 4,5 su 5”.

È andata meno bene l’8 ottobre, quando Sam Kabo Ashwell sul suo blog These Heterogenous Tasks ha stroncato il gioco dandogli 4 e stigmatizzando l’uso improprio – a suo dire – del termine gypsies (zingari) per descrivere i tirapiedi del vampiro Martin Voigt. Sembra infatti che questo possa essere ritenuto vagamente razzista. Naturalmente la mia intenzione era solo quella di rendere omaggio a un vecchio cliché delle storie di vampiri (devo proprio citare Dracula?), senza voler offendere nessuno.

L’appunto di Ashwell mi ha portato però a sostituire nel testo del gioco gypsies con minions (tirapiedi), per evitare altri eventuali turbamenti 😉 Il motivo principale per cui vi consiglio di leggere la recensione di Ashwell è che al post sono seguiti commenti piuttosto piccati da parte di altri giudici (e giocatori più in generale) che hanno cercato di far notare all’autore come la sua presa di posizione fosse esagerata e fuori luogo, trattandosi di un’opera di fiction scevra da contenuti o messaggi politici e sociali.

Anche Emanuil Tomov, sempre l’8 ottobre, mi ha trattato maluccio sul suo blog criticando l’eccessiva verbosità e ridondanza del testo e accusandomi di aver preso troppo spunto dalle novelle gotiche del genere vampiresco, a cominciare da… Dracula di Bram Stoker. Chiedo venia.

La Bats Room di Darkiss 1Le quotazioni di Darkiss 1 sono tornate a salire l’11 ottobre, grazie a una stringata ma ottima recensione dell’utente Mycroftiv sul forum Intfiction.org. Pur non definendosi un fan del genere, Mycroftiv ha elogiato sia lo stile deliberatamente “eccessivo” dell’avventura che la solida struttura di puzzle su cui si basa l’azione.

Nelle due settimane successive Darkiss 1 sembra essere sparito dai radar dei giudici e dei recensori dell’IF Comp. Poi, il 29 ottobre, è arrivata la più attesa e anche temuta delle recensioni, da parte degli autori in gara, quella di Emily Short! La scrittrice britannica, autrice di opere molto apprezzate, è considerata la critica più influente al mondo per quanto riguarda l’interactive fiction e le sue recensioni sono considerate tra le più importanti (e utili) per emergere nel panorama internazionale.

Il giudizio dato da Emily Short a Darkiss 1 è così lusinghiero che un po’ mi ha sorpreso, visto che come autori siamo sempre stati lontanucci come gusti e stili. Nella sua ottima recensione, che sfiora il livello di apprezzamento di quella di Wade Clarke, definisce la traduzione generalmente buona (segnalando inoltre che certi errori aggiungono fascino alla storia) e poi classifica il gioco come sopra la media grazie alla debordante personalità del protagonista che rende l’azione, sostenuta da una solida struttura di puzzle, ancora più interessante.

Pochi giorni dopo, Emily Short ha inserito Darkiss 1 nell’elenco di avventure horror consigliate per Halloween, mentre il 4 novembre ha passato la palla a Lucian Smith, uno degli illustri ospiti invitati a commentare insieme a lei sul blog i giochi dell’IF Comp. Nel 1997 Lucian P. Smith è stato uno dei primi autori a vincere la gara, con l’eccellente The Edifice, che è anche uno dei primi giochi che ho scaricato dalla rete quando ho sottoscritto il mio primo abbonamento a Internet, da studente universitario, nel 1998. Potete immaginare la mia emozione quando ho scoperto che Emily aveva affidato a Lucian il compito di scrivere una rece extra di Darkiss 1.

La recensione di Lucian Smith non è niente male, ma soprattutto contiene un link allo script della sua partita: oltre ad aver giocato Darkiss 1 per intero, Lucian ha trovato il tempo, tra un comando e l’altro, per lasciare diversi commenti, alcuni molto divertenti, e consigli per migliorare l’avventura. Una gentilezza inaspettata, di cui ho già fatto buon uso 😉

Intanto, il 2 novembre, c’era stata gloria anche sul blog di HealyG dove Darkiss 1 è stato definito ben scritto, che vive (e muore) della sua atmosfera, proposta al meglio. Positivo, a suo modo, anche il giudizio finale: “se cercate un buon gioco di vampiri, troverete di peggio che Darkiss 1 🙂

Baci e abbracci anche il 6 novembre su Renga in Blue, il blog di Jason Dyer, a sua volta autore di alcune belle avventure. Darkiss 1 viene definito come un’avventura dallo stile “molto molto gotico” e un’appropriata curva di difficoltà dei puzzle. Ciò che però Jason ha apprezzato maggiormente, come altri prima di lui, è stata la personalità cattiva (e inedita in termini di gameplay) del vampiro, pienamente godibile a prescindere da ogni possibile considerazione morale.

The Breakfast Review è invece il titolo dell’ampio servizio che Mise ha dedicato ai giochi dell’IF Comp, riservando a ognuno un simpatico paragone con una particolare colazione. A Darkiss 1, presentato piuttosto bene, è toccata quella super classica (per gli inglesi) e sfiziosa a base di uova fritte e pancetta, con una bella tazza di caffè nero e amaro.

Altre (buone) recensioni, firmate da Hugo Labrande, Chandler Groover, Jack Whitham, sono uscite sul forum di Intfiction.org riservato agli autori dell’IF Comp. Siccome però non si tratta di un’area aperta al pubblico non posso linkarle, né mi sento di copiarle e incollarle.

L’ottimo Hugo, portabandiera francese, ha pubblicato la sua anche sull’Interactive Fiction Database, dove spero di leggerne tante altre nei prossimi mesi. Intanto mi sto muovendo per far girare Darkiss 1 anche al di fuori degli ambienti canonici dell’interactive fiction, per fare incetta di download e – spero – DI feedback.

Come prevedevo, le recensioni e i commenti ricevuti sono la cosa che mi è piaciuta di più della mia prima partecipazione alla mitica Interactive Fiction Competition, una manifestazione dal blasone leggendario per chi gioca e scrive avventure testuali. Al di là dei voti, sapere che gente come Wade Clarke, Emily Short, Lucian Smith, Jason Dyer (e, certo, anche Sam Ashwell) ha giocato e recensito Darkiss 1 mi riempie di orgoglio e di motivazione per portare avanti l’opera di traduzione dei miei giochi in inglese.

Arrivato alla fine del post, mi rendo conto di non aver citato Toby Ott, il ragazzo di Londra che il 2 ottobre è stato il primo a scrivermi per dirmi di aver giocato e finito Darkiss – Chapter 1: The Awakening. Leggere la sua mail piena di complimenti è stata una delle più belle soddisfazioni della gara. All’inizio non sapevo come sarebbe stato accolto il gioco, al di fuori dei patrii confini: l’entusiasmo di Toby, così come quello di Doug Orleans e altri che mi hanno scritto, mi ha fatto capire che, tutto sommato, non era stata un’idea così assurda tradurre Darkiss 1 in inglese.

E l’avventura continua!

Brain Guzzlers from Beyond! ha vinto l’IF Comp 2015

Brain Guzzlers from BeyondL’avventura testuale Brain Guzzlers from Beyond! di Steph Cherrywell ha vinto l’Interactive Fiction Competition 2015. Il gioco di fantascienza umoristica ambientato nella provincia americana degli anni 50 e dedicato a una bizzarra invasione aliena ha trionfato con una vertiginosa media voto di 8,05 raccogliendo 95 preferenze. Al secondo posto si è classificata Map di Ade McT (con una media di 7,65), al terzo Midnight. Swordfight. di Chandler Groover (7,58).

L’edizione inglese di Darkiss 1, che avevo preparato per l’occasione con l’aiuto di alcuni amici, ha conquistato un onorevole dodicesimo posto, su oltre cinquanta giochi in gara, con una media di 6,34 e 65 voti raccolti. Da una parte non mi posso lamentare, ma dall’altra speravo di finire nei primi dieci. E poi non ho mai visto nessuno festeggiare un dodicesimo posto, e nemmeno un undicesimo 😉

Grazie comunque a tutti quelli che hanno votato e giocato la mia avventura, che nel corso della gara ha subito vari restyling, sfruttando i suggerimenti diretti di alcuni pregevoli feedback e quelli indiretti degli script delle partite on line. (Sì, se avete giocato su IFComp.org siete stati registrati: so chi siete e cosa avete fatto e verrò a prend… scherzo!)

Se quella degli script è stata la parte più interessante della mia prima IF Comp da autore, la più bella è stata senz’altro quella delle recensioni. Per Darkiss 1, molti critici e autori blasonati hanno avuto (quasi) solo belle parole. La traduzione, che forse è stata preparata un po’ troppo in fretta, a dispetto dei miei timori iniziali, è diventata addirittura uno dei punti di forza del gioco. A molti è piaciuto lo stile “insolito”, “eccentrico”, “bizzarro”, che in realtà deriva in parte dal fatto che anche i testi italiani sono piuttosto enfatici ed elaborati.

È stato anche apprezzato il lavoro di gamification compiuto sulla amnesia di Martin Voigt, che sta alla base di molti dei puzzle del gioco: il fatto che il vampiro all’inizio della storia non ricordi cose che per lui dovrebbero essere scontate (Quanti sono i raggi del sole di Valmar? Qual è la combinazione della porta metallica? Dov’è il Necronomicon?) innesca una serie di situazioni destinate a diventare pane per i denti di ogni buon avventuriero.

Nei prossimi giorni cercherò di riassumere in un post tutto il meglio e tutto il peggio (c’è stato anche quello) capitato a Darkiss 1 all’IF Comp. Intanto vi segnalo che anche l’edizione inglese del gioco, così come quella italiana, ha la sua bella pagina sull’Interactive Fiction Database. Come al solito saranno graditi voti e recensioni (stavolta però in inglese).

Molti mi hanno chiesto se tradurrò Darkiss 2 per l’IF Comp 2016. L’intenzione c’è e in molti di quelli che ha giocato Darkiss 1 all’IF Comp 2015 si sono offerti di aiutarmi. Non so ancora quando potrò iniziare a studiare e riscrivere i testi, ma se siete disponibili a partecipare al lavoro, battete un colpo!

Naturalmente non dimentico che c’è anche Darkiss 3 da fare. Prima di quella però ci sono buone probabilità che vedrete almeno un’altra avventura (in italiano) firmata da me. E stavolta non ci saranno vampiri, ma…

Per chiudere due parole sul vincitore dell’IF Comp 2015. Ho giocato con grande piacere Brain Guzzlers from Beyond! e credo che meriti la vittoria. Del resto, il suo autore, che è anche un apprezzato disegnatore, era già arrivato terzo nel 2014, quindi Brain Guzzlers non ha vinto per caso. Confesso di non avere (ancora) provato Map, mentre mi è piaciuto molto Midnight. Swordfight. È un gioco particolare, ma molto ben fatto, divertente, pieno di azione (come anche Brain Guzzlers), in cui si viaggia nel tempo e nello spazio (letteralmente) per impedire la propria morte (o quella di qualcun altro, dipende da dove mettete la salsiccia…). Sono pronto a scommettere che Chandler Groover farà strada. Intanto potete provare il suo nuovo gioco horror Open that vein, in gara alla Ectocomp 2015.

Tornando all’IF Comp, mi è piaciuta anche Life on Mars? di Hugo Labrande, dramma spaziale che come approccio mi ha ricordato (in piccolo) il capolavoro della Infocom A mind forever voyaging. Concedetemi una segnalazione pure per l’horror Pit of the condemned, che purtroppo è arrivato quarantacinquesimo. È un’avventura (quasi) senza puzzle in cui dovete scappare da un mostro che vi dà la caccia in un’antica città in rovina e, contemporaneamente, trovare il modo di ucciderlo. Detto (scritto) così mi rendo conto che non sembra granché, ma le locazioni da esplorare e mappare (molte sottoterra) sono magnifiche e le trappole da tendere alla bestia sono ganze.

Non ho (ancora) provato i giochi sviluppati con Twine e a scelta multipla, dunque mi scuserete se non parlo di quelli 😉

Ancora una volta ringrazio gli amici Emilio Audissino, Jacob Gunness, Marco Innocenti per avermi aiutato a prepare l’edizione inglese di Darkiss 1 (che presto avrà un nuovo titolo) per l’IF Comp 2015, Davide Somma per avermi dato l’idea di partecipare e gli staffer di OldGamesItalia per aver seguito (molto) da vicino l’andamento della gara: è un piacere scrivere giochi per leggere recensioni e commenti approfonditi come i loro!