Se proprio volete sapere com’è andata l’IF Comp 2016 cliccate qui

DetectivelandNon potevo chiudere il 2016 senza scrivere neanche un post sul risultato dell’ultima IF Comp, di cui comunque potete leggere diffusamente sul sito ufficiale Ifcomp.org. Ebbene, ha vinto Detectiveland di Robin Johnson, brillante avventura di genere hardboiled, che con una particolare interfaccia a metà tra parser e punta e clicca, chiamata Versificator e già sperimentata con successo in Draculaland (di cui vi parlerò presto), ha messo d’accordo i fan rispettivamente di linea di comando e scelta multipla guadagnandosi una bella vittoria. La storia è ambientata negli anni 20 del secolo scorso a New Losago, cittadina immaginaria che ricorda molto la New York di quel periodo, con dark lady e gangster assortiti. Il giocatore impersona un detective privato con ben tre casi da risolvere, che si offrono come minigiochi a se stanti sullo stile del caro Fish! della Magnetic Scrolls. Lo stile è brillante, ci sono molte cose da fare e vi consiglio di dargli un’occhiata, così come al sito dell’autore: Versificator.net.

Se preferite le avventure vecchio stile con l’interfaccia aperta, a linea di comando, potete rifarvi con la seconda classificata: Color the Truth di Matt Brush, un giallo vecchio stile in cui, a colpi di parser, bisogna scoprire l’assassino di Rosalita Morales, e in cui i sospettati si divertono a… colorare la verità! La medaglia di bronzo è andata a un altro gioco punto e clicca: Cactus Blue Motel di Astrid Dalmady, ambientato in mezzo al deserto in un motel strano, molto strano, soprattutto dopo una certa ora.

Darkiss 2, che era in gara insieme a Zigamus, purtroppo è arrivato solo diciassettesimo, fallendo così l’obiettivo di migliorare il piazzamento ottenuto da Darkiss 1, che nel 2015 era arrivato dodicesimo. Questo, nonostante le tante belle recensioni uscite durante la Comp, che mi avevo reso moderatamente ottimista su un possibile e auspicato piazzamento nella top ten. Tra le tante, cito almeno quelle di T. L. Bodine (noto anche come Glass Rat, che ha speso belle parole anche per Zigamus) e di Emily Short, che ha addirittura segnalato Darkiss 2 come gioco di Halloween. Le altre, compresa quella eccellente pubblicata dall’host Freeware Files, le trovate nella English Page del sito.

Ironia della sorte, grazie al piazzamento di Darkiss 2, ho vinto un premio messo in palio proprio dal vincitore Robin Johnson: una copia cartacea del libro Commodore 64 Adventures: a guide to playing and writing adventures di Mike Grace, pubblicato da Sunshine nel 1983: una chicca per nerd all’ultimo stadio alla quale ho riservato un posto d’onore nella mia libreria “avventurosa”, insieme alla cartolina di Edimburgo che Robin mi ha spedito con il volume.

Zigamus è arrivato addirittura trentunesimo, quindi nella parte destra della classifica, e anche se si è messo dietro più di venti giochi (sui 58 in gara) dubito che si possa essere soddisfatti di un trentunesimo posto e anche di un diciassettesimo. È chiaro che quest’anno il vento è cambiato, i giochi punta e clicca hanno fatto la parte del leone conquistando molte posizioni nella top ten e il pubblico anglofono, o almeno quello che vota, sembra sempre più orientato verso giochi meno complessi come design (anche se Detectiveland e Color the Truth sono due sfide intriganti) e più simili a storie interattive che ad avventure esplorative, come sono – credo – Darkiss 2, Zigamus e tanti altri miei giochi, in cui la trama è incastonata in uno scenario di luoghi, oggetti, personaggi che è la vera anima dell’avventura.

Detto questo, devo ringraziare tutti quelli che hanno giocato e votato, anche quelli che hanno dato 5 (o peggio) perché evidentemente non si sono “ambientati” a Ovranilla o tra le stanze del Vigamus. Comunque mi ha lusingato leggere così tanti messaggi, pubblici e privati, sui miei due giochi nell’edizione dell’IF Comp che ha avuto il record di opere in gara.

Ora come ora, per l’IF Comp 2017, anziché proseguire la traduzione dei giochi della serie di Darkiss (il prossimo sarebbe lo spin-off Sogno di Sangue), mi piacerebbe scrivere qualcosa di completamente nuovo, in inglese, e orientato a questi nuovi canoni dell’Interactive Fiction, con più trama e meno azione, o almeno meno puzzle. Le idee ci sono, il tempo come sempre un po’ meno. E non dimentico il mio impegno di chiudere la saga del vampiro Martin Voigt, almeno in italiano. Sperando che vi sia di conforto, vi ricordo che tutti i giochi della serie finora sono usciti negli anni dispari: Darkiss 1 nel 2011, Darkiss 2 nel 2013, Sogno di Sangue nel 2015. Chissà quindi che il 2017 non sia l’anno di Darkiss 3 e dello scontro finale con il professor Anderson.

Per ora, felice anno nuovo a tutti e arrivederci a gennaio con Fuga dall’Acropoli, la seconda avventura della serie dei viaggi nel tempo sviluppata dagli studenti dell’I.I.S. “G. Marconi” di Imperia.

A presto!

Darkiss 2 e Zigamus alla IF Comp 2016

Darkiss 2 Journey to HellÈ iniziata pochi minuti l’IF Comp, ovvero l’Interactive Fiction Competition, il torneo di videogiochi testuali che per molti è una sorta di campionato del mondo della narrativa interattiva. Graham Nelson, Emily Short, Lucian P. Smith, Paul O’Brian, Jon Ingold, Lynnea Glasser, Jason Devlin e Marco Innocenti, unico italiano a riuscire nell’impresa, sono alcuni degli autori che hanno vinto la gara a colpi di parser e – da qualche anno – di link, combattuta nel nome dell’avventura testuale.

L’anno scorso, l’edizione inglese di Darkiss 1 ottenne alla IF Comp 2015 un onorevole dodicesimo posto, su oltre cinquanta giochi in gara, nell’edizione che fece segnare il record storico di partecipanti. Record che è stato battuto quest’anno, con 58 giochi iscritti, due dei quali sono miei: Darkiss 2 (Journey to Hell) e Zigamus (Zombies at Vigamus). Del primo ho curato personalmente la traduzione in inglese con l’aiuto di vari amici, madrelingua e non, tra cui l’amico a stelle e strisce Ian Harris, che si è speso veramente tanto per correggere e riscrivere fino all’ultimo e anche dopo i testi del gioco.

zigamus-zombies-at-vigamusZigamus, che – lo ricordo – è l’avventura ufficiale del Vigamus, il Museo del Videogioco di Roma, è stato invece tradotto dalla professionista Francesca Noto. Tutti i collaboratori sono comunque citati nei crediti – anz, credits! – dei giochi.

L’invito come sempre è a guardare i giochi sul sito della IF Comp, giocarli online o scaricarli, e naturalmente votare! L’anno scorso a vincere fu l’ottimo Brain Guzzlers from Beyond! di Steph Cherrywell, una spassosa parodia dei catastrofici film di fantascienza americana degli anni 50 in cui gli alieni invadono la Terra e tentano di conquistarla.

Finora, in vent’anni di storia del premio, hanno sempre vinto giochi con interfaccia a linea di comando come le classiche avventure testuali. Stavolta i giochi “punta e clicca” sono molti di più e l’imbattibilità del parser potrebbe vacillare. Ma da utente GNU/Linux so bene che la linea di comando è sempre l’ultima a morire.

Grazie in anticipo a tutti quelli che giocheranno e voteranno Darkiss 2 e Zigamus: vampiri e zombi contano su di voi!

Darkiss! Wrath of the Vampire

Darkiss! Wrath of the Vampire è il titolo definitivo dell’edizione inglese di Darkiss. Il bacio del vampiro è stato sostituito dalla rabbia, per evitare la ripetizione di kiss, mentre il sottotitolo Chapter 1: The Awakening è rimasto uguale a quello italiano. La nuova versione dell’avventura è stata rilasciata ufficialmente il 18 novembre, dopo che l’originale aveva chiuso l’Interactive Fiction Competition 2015 con un onorevole dodicesimo posto. Le correzioni e le modifiche fatte durante la gara, grazie ai feedback dei giocatori, sono state tantissime e credo che ora l’avventura sia più chiara e scorrevole.

Are you ready to quench your blood thirst? ovvero Sei pronto a soddisfare la tua sete di sangue? è il mood che ho scelto per presentare il gioco (anche) al di fuori dei canonici ambienti delle avventure testuali come opera di gamification letteraria a tema vampirico. Per ora il gioco è stato inserito nei database dei seguenti siti:

Su Ifwizz, il principale sito tedesco dedicato all’interactive fiction, è uscita anche una bella recensione in lingua che promuove il gioco a pieni voti (grazie, Martin Barth) e si aggiunge a quelle, molto favorevoli, scritte da Wade Clarke, Emily Short, Jason Dyer, Lucian Smith durante l’IF Comp.

Prossimamente i vampiri di Darkiss dovrebbero giungere a infestare anche gli hosting di Itch.io e BrotherSoft. Intanto sul sito Programmigratis.org è da qualche giorno on line la nuova edizione italiana del gioco, che si allinea a quella inglese. Molte cose sono cambiate rispetto alla versione precedente, a cominciare dal testo introduttivo, che è ora meno didascalico. Le descrizioni di alcune stanze sono state accorciate e ora si aggiornano nel corso dell’esplorazione, per rendere più fluido il rapporto del giocatore con l’ambiente circostante. Alcuni puzzle sono stati resi più facili, o almeno meno difficili, ed è stata aggiornata anche la mitica sezione segreta (chi non l’ha trovata?).

La traduzione di Darkiss 2 è già in cantiere, con la speranza di soddisfare le attese che l’uscita di Darkiss 1 in inglese sembra aver creato in molti paesi, a cominciare ovviamente da Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia. Presto o tardi dovrebbe iniziare anche la progettazione di Darkiss 3. Intanto vi ricordo che c’è anche lo spin-off Sogno di Sangue da giocare: il professor Anderson conta su di voi per trovare il cimelio che causerà la rovina delle forze del male!

Tutto il meglio e tutto il peggio di Darkiss 1 all’IF Comp 2015

Uno screenshot dell'edizione inglese di Darkiss 1Oltre ai 65 voti che, con la media del 6,34, hanno fruttato il dodicesimo posto finale, per l’edizione inglese di Darkiss 1 all’IF Comp 2015 ci sono stati anche tanti commenti e recensioni da parte dei giudici della gara, quasi tutti positivi.

Il primo a recensire, molto bene, Darkiss 1, è stato l’australiano Wade Clarke, game designer e compositore di fama mondiale (e vincitore dell’Ectocomp 2012), che il 3 ottobre sul suo blog Wade’s Important Astrolab ha promosso a pieni voti il gioco, apprezzando in particolare la presenza di un vampiro finalmente malvagio come quelli dei vecchi tempi, l’alternanza di puzzle sovrannaturali ad altri più… materiali, la ricchezza di particolari truculenti nel testo… e l’help on line molto ben strutturato.

Altre belle parole sono arrivate il 6 ottobre da FutureLibrarian che sul forum di IntFiction.org ha postato una divertente recensione in stile radiocronaca conclusa con l’eloquente considerazione: “Ora che l’ho giocato, capisco perché la versione italiana di Darkiss 1 sull’IFDB ha un punteggio di 4,5 su 5”.

È andata meno bene l’8 ottobre, quando Sam Kabo Ashwell sul suo blog These Heterogenous Tasks ha stroncato il gioco dandogli 4 e stigmatizzando l’uso improprio – a suo dire – del termine gypsies (zingari) per descrivere i tirapiedi del vampiro Martin Voigt. Sembra infatti che questo possa essere ritenuto vagamente razzista. Naturalmente la mia intenzione era solo quella di rendere omaggio a un vecchio cliché delle storie di vampiri (devo proprio citare Dracula?), senza voler offendere nessuno.

L’appunto di Ashwell mi ha portato però a sostituire nel testo del gioco gypsies con minions (tirapiedi), per evitare altri eventuali turbamenti 😉 Il motivo principale per cui vi consiglio di leggere la recensione di Ashwell è che al post sono seguiti commenti piuttosto piccati da parte di altri giudici (e giocatori più in generale) che hanno cercato di far notare all’autore come la sua presa di posizione fosse esagerata e fuori luogo, trattandosi di un’opera di fiction scevra da contenuti o messaggi politici e sociali.

Anche Emanuil Tomov, sempre l’8 ottobre, mi ha trattato maluccio sul suo blog criticando l’eccessiva verbosità e ridondanza del testo e accusandomi di aver preso troppo spunto dalle novelle gotiche del genere vampiresco, a cominciare da… Dracula di Bram Stoker. Chiedo venia.

La Bats Room di Darkiss 1Le quotazioni di Darkiss 1 sono tornate a salire l’11 ottobre, grazie a una stringata ma ottima recensione dell’utente Mycroftiv sul forum Intfiction.org. Pur non definendosi un fan del genere, Mycroftiv ha elogiato sia lo stile deliberatamente “eccessivo” dell’avventura che la solida struttura di puzzle su cui si basa l’azione.

Nelle due settimane successive Darkiss 1 sembra essere sparito dai radar dei giudici e dei recensori dell’IF Comp. Poi, il 29 ottobre, è arrivata la più attesa e anche temuta delle recensioni, da parte degli autori in gara, quella di Emily Short! La scrittrice britannica, autrice di opere molto apprezzate, è considerata la critica più influente al mondo per quanto riguarda l’interactive fiction e le sue recensioni sono considerate tra le più importanti (e utili) per emergere nel panorama internazionale.

Il giudizio dato da Emily Short a Darkiss 1 è così lusinghiero che un po’ mi ha sorpreso, visto che come autori siamo sempre stati lontanucci come gusti e stili. Nella sua ottima recensione, che sfiora il livello di apprezzamento di quella di Wade Clarke, definisce la traduzione generalmente buona (segnalando inoltre che certi errori aggiungono fascino alla storia) e poi classifica il gioco come sopra la media grazie alla debordante personalità del protagonista che rende l’azione, sostenuta da una solida struttura di puzzle, ancora più interessante.

Pochi giorni dopo, Emily Short ha inserito Darkiss 1 nell’elenco di avventure horror consigliate per Halloween, mentre il 4 novembre ha passato la palla a Lucian Smith, uno degli illustri ospiti invitati a commentare insieme a lei sul blog i giochi dell’IF Comp. Nel 1997 Lucian P. Smith è stato uno dei primi autori a vincere la gara, con l’eccellente The Edifice, che è anche uno dei primi giochi che ho scaricato dalla rete quando ho sottoscritto il mio primo abbonamento a Internet, da studente universitario, nel 1998. Potete immaginare la mia emozione quando ho scoperto che Emily aveva affidato a Lucian il compito di scrivere una rece extra di Darkiss 1.

La recensione di Lucian Smith non è niente male, ma soprattutto contiene un link allo script della sua partita: oltre ad aver giocato Darkiss 1 per intero, Lucian ha trovato il tempo, tra un comando e l’altro, per lasciare diversi commenti, alcuni molto divertenti, e consigli per migliorare l’avventura. Una gentilezza inaspettata, di cui ho già fatto buon uso 😉

Intanto, il 2 novembre, c’era stata gloria anche sul blog di HealyG dove Darkiss 1 è stato definito ben scritto, che vive (e muore) della sua atmosfera, proposta al meglio. Positivo, a suo modo, anche il giudizio finale: “se cercate un buon gioco di vampiri, troverete di peggio che Darkiss 1 🙂

Baci e abbracci anche il 6 novembre su Renga in Blue, il blog di Jason Dyer, a sua volta autore di alcune belle avventure. Darkiss 1 viene definito come un’avventura dallo stile “molto molto gotico” e un’appropriata curva di difficoltà dei puzzle. Ciò che però Jason ha apprezzato maggiormente, come altri prima di lui, è stata la personalità cattiva (e inedita in termini di gameplay) del vampiro, pienamente godibile a prescindere da ogni possibile considerazione morale.

The Breakfast Review è invece il titolo dell’ampio servizio che Mise ha dedicato ai giochi dell’IF Comp, riservando a ognuno un simpatico paragone con una particolare colazione. A Darkiss 1, presentato piuttosto bene, è toccata quella super classica (per gli inglesi) e sfiziosa a base di uova fritte e pancetta, con una bella tazza di caffè nero e amaro.

Altre (buone) recensioni, firmate da Hugo Labrande, Chandler Groover, Jack Whitham, sono uscite sul forum di Intfiction.org riservato agli autori dell’IF Comp. Siccome però non si tratta di un’area aperta al pubblico non posso linkarle, né mi sento di copiarle e incollarle.

L’ottimo Hugo, portabandiera francese, ha pubblicato la sua anche sull’Interactive Fiction Database, dove spero di leggerne tante altre nei prossimi mesi. Intanto mi sto muovendo per far girare Darkiss 1 anche al di fuori degli ambienti canonici dell’interactive fiction, per fare incetta di download e – spero – DI feedback.

Come prevedevo, le recensioni e i commenti ricevuti sono la cosa che mi è piaciuta di più della mia prima partecipazione alla mitica Interactive Fiction Competition, una manifestazione dal blasone leggendario per chi gioca e scrive avventure testuali. Al di là dei voti, sapere che gente come Wade Clarke, Emily Short, Lucian Smith, Jason Dyer (e, certo, anche Sam Ashwell) ha giocato e recensito Darkiss 1 mi riempie di orgoglio e di motivazione per portare avanti l’opera di traduzione dei miei giochi in inglese.

Arrivato alla fine del post, mi rendo conto di non aver citato Toby Ott, il ragazzo di Londra che il 2 ottobre è stato il primo a scrivermi per dirmi di aver giocato e finito Darkiss – Chapter 1: The Awakening. Leggere la sua mail piena di complimenti è stata una delle più belle soddisfazioni della gara. All’inizio non sapevo come sarebbe stato accolto il gioco, al di fuori dei patrii confini: l’entusiasmo di Toby, così come quello di Doug Orleans e altri che mi hanno scritto, mi ha fatto capire che, tutto sommato, non era stata un’idea così assurda tradurre Darkiss 1 in inglese.

E l’avventura continua!

Brain Guzzlers from Beyond! ha vinto l’IF Comp 2015

Brain Guzzlers from BeyondL’avventura testuale Brain Guzzlers from Beyond! di Steph Cherrywell ha vinto l’Interactive Fiction Competition 2015. Il gioco di fantascienza umoristica ambientato nella provincia americana degli anni 50 e dedicato a una bizzarra invasione aliena ha trionfato con una vertiginosa media voto di 8,05 raccogliendo 95 preferenze. Al secondo posto si è classificata Map di Ade McT (con una media di 7,65), al terzo Midnight. Swordfight. di Chandler Groover (7,58).

L’edizione inglese di Darkiss 1, che avevo preparato per l’occasione con l’aiuto di alcuni amici, ha conquistato un onorevole dodicesimo posto, su oltre cinquanta giochi in gara, con una media di 6,34 e 65 voti raccolti. Da una parte non mi posso lamentare, ma dall’altra speravo di finire nei primi dieci. E poi non ho mai visto nessuno festeggiare un dodicesimo posto, e nemmeno un undicesimo 😉

Grazie comunque a tutti quelli che hanno votato e giocato la mia avventura, che nel corso della gara ha subito vari restyling, sfruttando i suggerimenti diretti di alcuni pregevoli feedback e quelli indiretti degli script delle partite on line. (Sì, se avete giocato su IFComp.org siete stati registrati: so chi siete e cosa avete fatto e verrò a prend… scherzo!)

Se quella degli script è stata la parte più interessante della mia prima IF Comp da autore, la più bella è stata senz’altro quella delle recensioni. Per Darkiss 1, molti critici e autori blasonati hanno avuto (quasi) solo belle parole. La traduzione, che forse è stata preparata un po’ troppo in fretta, a dispetto dei miei timori iniziali, è diventata addirittura uno dei punti di forza del gioco. A molti è piaciuto lo stile “insolito”, “eccentrico”, “bizzarro”, che in realtà deriva in parte dal fatto che anche i testi italiani sono piuttosto enfatici ed elaborati.

È stato anche apprezzato il lavoro di gamification compiuto sulla amnesia di Martin Voigt, che sta alla base di molti dei puzzle del gioco: il fatto che il vampiro all’inizio della storia non ricordi cose che per lui dovrebbero essere scontate (Quanti sono i raggi del sole di Valmar? Qual è la combinazione della porta metallica? Dov’è il Necronomicon?) innesca una serie di situazioni destinate a diventare pane per i denti di ogni buon avventuriero.

Nei prossimi giorni cercherò di riassumere in un post tutto il meglio e tutto il peggio (c’è stato anche quello) capitato a Darkiss 1 all’IF Comp. Intanto vi segnalo che anche l’edizione inglese del gioco, così come quella italiana, ha la sua bella pagina sull’Interactive Fiction Database. Come al solito saranno graditi voti e recensioni (stavolta però in inglese).

Molti mi hanno chiesto se tradurrò Darkiss 2 per l’IF Comp 2016. L’intenzione c’è e in molti di quelli che ha giocato Darkiss 1 all’IF Comp 2015 si sono offerti di aiutarmi. Non so ancora quando potrò iniziare a studiare e riscrivere i testi, ma se siete disponibili a partecipare al lavoro, battete un colpo!

Naturalmente non dimentico che c’è anche Darkiss 3 da fare. Prima di quella però ci sono buone probabilità che vedrete almeno un’altra avventura (in italiano) firmata da me. E stavolta non ci saranno vampiri, ma…

Per chiudere due parole sul vincitore dell’IF Comp 2015. Ho giocato con grande piacere Brain Guzzlers from Beyond! e credo che meriti la vittoria. Del resto, il suo autore, che è anche un apprezzato disegnatore, era già arrivato terzo nel 2014, quindi Brain Guzzlers non ha vinto per caso. Confesso di non avere (ancora) provato Map, mentre mi è piaciuto molto Midnight. Swordfight. È un gioco particolare, ma molto ben fatto, divertente, pieno di azione (come anche Brain Guzzlers), in cui si viaggia nel tempo e nello spazio (letteralmente) per impedire la propria morte (o quella di qualcun altro, dipende da dove mettete la salsiccia…). Sono pronto a scommettere che Chandler Groover farà strada. Intanto potete provare il suo nuovo gioco horror Open that vein, in gara alla Ectocomp 2015.

Tornando all’IF Comp, mi è piaciuta anche Life on Mars? di Hugo Labrande, dramma spaziale che come approccio mi ha ricordato (in piccolo) il capolavoro della Infocom A mind forever voyaging. Concedetemi una segnalazione pure per l’horror Pit of the condemned, che purtroppo è arrivato quarantacinquesimo. È un’avventura (quasi) senza puzzle in cui dovete scappare da un mostro che vi dà la caccia in un’antica città in rovina e, contemporaneamente, trovare il modo di ucciderlo. Detto (scritto) così mi rendo conto che non sembra granché, ma le locazioni da esplorare e mappare (molte sottoterra) sono magnifiche e le trappole da tendere alla bestia sono ganze.

Non ho (ancora) provato i giochi sviluppati con Twine e a scelta multipla, dunque mi scuserete se non parlo di quelli 😉

Ancora una volta ringrazio gli amici Emilio Audissino, Jacob Gunness, Marco Innocenti per avermi aiutato a prepare l’edizione inglese di Darkiss 1 (che presto avrà un nuovo titolo) per l’IF Comp 2015, Davide Somma per avermi dato l’idea di partecipare e gli staffer di OldGamesItalia per aver seguito (molto) da vicino l’andamento della gara: è un piacere scrivere giochi per leggere recensioni e commenti approfonditi come i loro!

Darkiss 1 in gara alla IF Comp 2015 in una nuova versione in inglese

La cover dell'edizione inglese di Darkiss 1 disegnata da Marco InnocentiÈ iniziata oggi l’Interactive Fiction Competition 2015, la ventennale manifestazione che ogni autunno mette in gara le avventure testuali proposte dagli autori di tutto il mondo. Tra i  55 giochi iscritti, che hanno stabilito il nuovo record di partecipazione, battendo quello di 50 che resisteva dal 2000, ce n’è anche uno mio, che chi segue questo blog dovrebbe conoscere bene.

Si tratta infatti della versione in inglese di Darkiss 1, che rispetto a quella originale in italiano propone diverse novità, a cominciare dall’introduzione della storia, profondamente cambiata (spero in meglio). L’avventura è disponibile sul sito dell’IF Comp nella canonica versione multipiattaforma in Z-Code e può anche essere giocata direttamente on line.

Il lavoro di traduzione e riscrittura è stato reso possibile, nelle scorse settimane, grazie all’aiuto preziosissimo degli amici Emilio Audissino, Marco Innocenti e Jacob Gunness, che ringrazio di tutto cuore per non essersi risparmiati nel correggere (e talvolta riscrivere) i testi del gioco e fornire consigli utili alla causa del vampiro Martin Voigt. Marco Innocenti, designer professionista e appassionato di ipernarrativa che nel 2012 ha vinto l’IF Comp con Andromeda Apocalypse, ha anche disegnato la splendida cover del gioco, che impreziosice pure questo post.

L’avventura ora dovrebbe essere più facile e scorrevole e – per far contenti i giudici – c’è pure il walkthrough. Grazie a tutti quelli che giocheranno e voteranno o comunque mi scriveranno per comunicarmi le loro impressioni.

E ora… let’s play!