Darkiss 2 e Zigamus alla IF Comp 2016

Darkiss 2 Journey to HellÈ iniziata pochi minuti l’IF Comp, ovvero l’Interactive Fiction Competition, il torneo di videogiochi testuali che per molti è una sorta di campionato del mondo della narrativa interattiva. Graham Nelson, Emily Short, Lucian P. Smith, Paul O’Brian, Jon Ingold, Lynnea Glasser, Jason Devlin e Marco Innocenti, unico italiano a riuscire nell’impresa, sono alcuni degli autori che hanno vinto la gara a colpi di parser e – da qualche anno – di link, combattuta nel nome dell’avventura testuale.

L’anno scorso, l’edizione inglese di Darkiss 1 ottenne alla IF Comp 2015 un onorevole dodicesimo posto, su oltre cinquanta giochi in gara, nell’edizione che fece segnare il record storico di partecipanti. Record che è stato battuto quest’anno, con 58 giochi iscritti, due dei quali sono miei: Darkiss 2 (Journey to Hell) e Zigamus (Zombies at Vigamus). Del primo ho curato personalmente la traduzione in inglese con l’aiuto di vari amici, madrelingua e non, tra cui l’amico a stelle e strisce Ian Harris, che si è speso veramente tanto per correggere e riscrivere fino all’ultimo e anche dopo i testi del gioco.

zigamus-zombies-at-vigamusZigamus, che – lo ricordo – è l’avventura ufficiale del Vigamus, il Museo del Videogioco di Roma, è stato invece tradotto dalla professionista Francesca Noto. Tutti i collaboratori sono comunque citati nei crediti – anz, credits! – dei giochi.

L’invito come sempre è a guardare i giochi sul sito della IF Comp, giocarli online o scaricarli, e naturalmente votare! L’anno scorso a vincere fu l’ottimo Brain Guzzlers from Beyond! di Steph Cherrywell, una spassosa parodia dei catastrofici film di fantascienza americana degli anni 50 in cui gli alieni invadono la Terra e tentano di conquistarla.

Finora, in vent’anni di storia del premio, hanno sempre vinto giochi con interfaccia a linea di comando come le classiche avventure testuali. Stavolta i giochi “punta e clicca” sono molti di più e l’imbattibilità del parser potrebbe vacillare. Ma da utente GNU/Linux so bene che la linea di comando è sempre l’ultima a morire.

Grazie in anticipo a tutti quelli che giocheranno e voteranno Darkiss 2 e Zigamus: vampiri e zombi contano su di voi!

Darkiss! Wrath of the Vampire

Darkiss! Wrath of the Vampire è il titolo definitivo dell’edizione inglese di Darkiss. Il bacio del vampiro è stato sostituito dalla rabbia, per evitare la ripetizione di kiss, mentre il sottotitolo Chapter 1: The Awakening è rimasto uguale a quello italiano. La nuova versione dell’avventura è stata rilasciata ufficialmente il 18 novembre, dopo che l’originale aveva chiuso l’Interactive Fiction Competition 2015 con un onorevole dodicesimo posto. Le correzioni e le modifiche fatte durante la gara, grazie ai feedback dei giocatori, sono state tantissime e credo che ora l’avventura sia più chiara e scorrevole.

Are you ready to quench your blood thirst? ovvero Sei pronto a soddisfare la tua sete di sangue? è il mood che ho scelto per presentare il gioco (anche) al di fuori dei canonici ambienti delle avventure testuali come opera di gamification letteraria a tema vampirico. Per ora il gioco è stato inserito nei database dei seguenti siti:

Su Ifwizz, il principale sito tedesco dedicato all’interactive fiction, è uscita anche una bella recensione in lingua che promuove il gioco a pieni voti (grazie, Martin Barth) e si aggiunge a quelle, molto favorevoli, scritte da Wade Clarke, Emily Short, Jason Dyer, Lucian Smith durante l’IF Comp.

Prossimamente i vampiri di Darkiss dovrebbero giungere a infestare anche gli hosting di Itch.io e BrotherSoft. Intanto sul sito Programmigratis.org è da qualche giorno on line la nuova edizione italiana del gioco, che si allinea a quella inglese. Molte cose sono cambiate rispetto alla versione precedente, a cominciare dal testo introduttivo, che è ora meno didascalico. Le descrizioni di alcune stanze sono state accorciate e ora si aggiornano nel corso dell’esplorazione, per rendere più fluido il rapporto del giocatore con l’ambiente circostante. Alcuni puzzle sono stati resi più facili, o almeno meno difficili, ed è stata aggiornata anche la mitica sezione segreta (chi non l’ha trovata?).

La traduzione di Darkiss 2 è già in cantiere, con la speranza di soddisfare le attese che l’uscita di Darkiss 1 in inglese sembra aver creato in molti paesi, a cominciare ovviamente da Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia. Presto o tardi dovrebbe iniziare anche la progettazione di Darkiss 3. Intanto vi ricordo che c’è anche lo spin-off Sogno di Sangue da giocare: il professor Anderson conta su di voi per trovare il cimelio che causerà la rovina delle forze del male!

Tutto il meglio e tutto il peggio di Darkiss 1 all’IF Comp 2015

Uno screenshot dell'edizione inglese di Darkiss 1Oltre ai 65 voti che, con la media del 6,34, hanno fruttato il dodicesimo posto finale, per l’edizione inglese di Darkiss 1 all’IF Comp 2015 ci sono stati anche tanti commenti e recensioni da parte dei giudici della gara, quasi tutti positivi.

Il primo a recensire, molto bene, Darkiss 1, è stato l’australiano Wade Clarke, game designer e compositore di fama mondiale (e vincitore dell’Ectocomp 2012), che il 3 ottobre sul suo blog Wade’s Important Astrolab ha promosso a pieni voti il gioco, apprezzando in particolare la presenza di un vampiro finalmente malvagio come quelli dei vecchi tempi, l’alternanza di puzzle sovrannaturali ad altri più… materiali, la ricchezza di particolari truculenti nel testo… e l’help on line molto ben strutturato.

Altre belle parole sono arrivate il 6 ottobre da FutureLibrarian che sul forum di IntFiction.org ha postato una divertente recensione in stile radiocronaca conclusa con l’eloquente considerazione: “Ora che l’ho giocato, capisco perché la versione italiana di Darkiss 1 sull’IFDB ha un punteggio di 4,5 su 5”.

È andata meno bene l’8 ottobre, quando Sam Kabo Ashwell sul suo blog These Heterogenous Tasks ha stroncato il gioco dandogli 4 e stigmatizzando l’uso improprio – a suo dire – del termine gypsies (zingari) per descrivere i tirapiedi del vampiro Martin Voigt. Sembra infatti che questo possa essere ritenuto vagamente razzista. Naturalmente la mia intenzione era solo quella di rendere omaggio a un vecchio cliché delle storie di vampiri (devo proprio citare Dracula?), senza voler offendere nessuno.

L’appunto di Ashwell mi ha portato però a sostituire nel testo del gioco gypsies con minions (tirapiedi), per evitare altri eventuali turbamenti 😉 Il motivo principale per cui vi consiglio di leggere la recensione di Ashwell è che al post sono seguiti commenti piuttosto piccati da parte di altri giudici (e giocatori più in generale) che hanno cercato di far notare all’autore come la sua presa di posizione fosse esagerata e fuori luogo, trattandosi di un’opera di fiction scevra da contenuti o messaggi politici e sociali.

Anche Emanuil Tomov, sempre l’8 ottobre, mi ha trattato maluccio sul suo blog criticando l’eccessiva verbosità e ridondanza del testo e accusandomi di aver preso troppo spunto dalle novelle gotiche del genere vampiresco, a cominciare da… Dracula di Bram Stoker. Chiedo venia.

La Bats Room di Darkiss 1Le quotazioni di Darkiss 1 sono tornate a salire l’11 ottobre, grazie a una stringata ma ottima recensione dell’utente Mycroftiv sul forum Intfiction.org. Pur non definendosi un fan del genere, Mycroftiv ha elogiato sia lo stile deliberatamente “eccessivo” dell’avventura che la solida struttura di puzzle su cui si basa l’azione.

Nelle due settimane successive Darkiss 1 sembra essere sparito dai radar dei giudici e dei recensori dell’IF Comp. Poi, il 29 ottobre, è arrivata la più attesa e anche temuta delle recensioni, da parte degli autori in gara, quella di Emily Short! La scrittrice britannica, autrice di opere molto apprezzate, è considerata la critica più influente al mondo per quanto riguarda l’interactive fiction e le sue recensioni sono considerate tra le più importanti (e utili) per emergere nel panorama internazionale.

Il giudizio dato da Emily Short a Darkiss 1 è così lusinghiero che un po’ mi ha sorpreso, visto che come autori siamo sempre stati lontanucci come gusti e stili. Nella sua ottima recensione, che sfiora il livello di apprezzamento di quella di Wade Clarke, definisce la traduzione generalmente buona (segnalando inoltre che certi errori aggiungono fascino alla storia) e poi classifica il gioco come sopra la media grazie alla debordante personalità del protagonista che rende l’azione, sostenuta da una solida struttura di puzzle, ancora più interessante.

Pochi giorni dopo, Emily Short ha inserito Darkiss 1 nell’elenco di avventure horror consigliate per Halloween, mentre il 4 novembre ha passato la palla a Lucian Smith, uno degli illustri ospiti invitati a commentare insieme a lei sul blog i giochi dell’IF Comp. Nel 1997 Lucian P. Smith è stato uno dei primi autori a vincere la gara, con l’eccellente The Edifice, che è anche uno dei primi giochi che ho scaricato dalla rete quando ho sottoscritto il mio primo abbonamento a Internet, da studente universitario, nel 1998. Potete immaginare la mia emozione quando ho scoperto che Emily aveva affidato a Lucian il compito di scrivere una rece extra di Darkiss 1.

La recensione di Lucian Smith non è niente male, ma soprattutto contiene un link allo script della sua partita: oltre ad aver giocato Darkiss 1 per intero, Lucian ha trovato il tempo, tra un comando e l’altro, per lasciare diversi commenti, alcuni molto divertenti, e consigli per migliorare l’avventura. Una gentilezza inaspettata, di cui ho già fatto buon uso 😉

Intanto, il 2 novembre, c’era stata gloria anche sul blog di HealyG dove Darkiss 1 è stato definito ben scritto, che vive (e muore) della sua atmosfera, proposta al meglio. Positivo, a suo modo, anche il giudizio finale: “se cercate un buon gioco di vampiri, troverete di peggio che Darkiss 1 🙂

Baci e abbracci anche il 6 novembre su Renga in Blue, il blog di Jason Dyer, a sua volta autore di alcune belle avventure. Darkiss 1 viene definito come un’avventura dallo stile “molto molto gotico” e un’appropriata curva di difficoltà dei puzzle. Ciò che però Jason ha apprezzato maggiormente, come altri prima di lui, è stata la personalità cattiva (e inedita in termini di gameplay) del vampiro, pienamente godibile a prescindere da ogni possibile considerazione morale.

The Breakfast Review è invece il titolo dell’ampio servizio che Mise ha dedicato ai giochi dell’IF Comp, riservando a ognuno un simpatico paragone con una particolare colazione. A Darkiss 1, presentato piuttosto bene, è toccata quella super classica (per gli inglesi) e sfiziosa a base di uova fritte e pancetta, con una bella tazza di caffè nero e amaro.

Altre (buone) recensioni, firmate da Hugo Labrande, Chandler Groover, Jack Whitham, sono uscite sul forum di Intfiction.org riservato agli autori dell’IF Comp. Siccome però non si tratta di un’area aperta al pubblico non posso linkarle, né mi sento di copiarle e incollarle.

L’ottimo Hugo, portabandiera francese, ha pubblicato la sua anche sull’Interactive Fiction Database, dove spero di leggerne tante altre nei prossimi mesi. Intanto mi sto muovendo per far girare Darkiss 1 anche al di fuori degli ambienti canonici dell’interactive fiction, per fare incetta di download e – spero – DI feedback.

Come prevedevo, le recensioni e i commenti ricevuti sono la cosa che mi è piaciuta di più della mia prima partecipazione alla mitica Interactive Fiction Competition, una manifestazione dal blasone leggendario per chi gioca e scrive avventure testuali. Al di là dei voti, sapere che gente come Wade Clarke, Emily Short, Lucian Smith, Jason Dyer (e, certo, anche Sam Ashwell) ha giocato e recensito Darkiss 1 mi riempie di orgoglio e di motivazione per portare avanti l’opera di traduzione dei miei giochi in inglese.

Arrivato alla fine del post, mi rendo conto di non aver citato Toby Ott, il ragazzo di Londra che il 2 ottobre è stato il primo a scrivermi per dirmi di aver giocato e finito Darkiss – Chapter 1: The Awakening. Leggere la sua mail piena di complimenti è stata una delle più belle soddisfazioni della gara. All’inizio non sapevo come sarebbe stato accolto il gioco, al di fuori dei patrii confini: l’entusiasmo di Toby, così come quello di Doug Orleans e altri che mi hanno scritto, mi ha fatto capire che, tutto sommato, non era stata un’idea così assurda tradurre Darkiss 1 in inglese.

E l’avventura continua!

Darkiss 1 in gara alla IF Comp 2015 in una nuova versione in inglese

La cover dell'edizione inglese di Darkiss 1 disegnata da Marco InnocentiÈ iniziata oggi l’Interactive Fiction Competition 2015, la ventennale manifestazione che ogni autunno mette in gara le avventure testuali proposte dagli autori di tutto il mondo. Tra i  55 giochi iscritti, che hanno stabilito il nuovo record di partecipazione, battendo quello di 50 che resisteva dal 2000, ce n’è anche uno mio, che chi segue questo blog dovrebbe conoscere bene.

Si tratta infatti della versione in inglese di Darkiss 1, che rispetto a quella originale in italiano propone diverse novità, a cominciare dall’introduzione della storia, profondamente cambiata (spero in meglio). L’avventura è disponibile sul sito dell’IF Comp nella canonica versione multipiattaforma in Z-Code e può anche essere giocata direttamente on line.

Il lavoro di traduzione e riscrittura è stato reso possibile, nelle scorse settimane, grazie all’aiuto preziosissimo degli amici Emilio Audissino, Marco Innocenti e Jacob Gunness, che ringrazio di tutto cuore per non essersi risparmiati nel correggere (e talvolta riscrivere) i testi del gioco e fornire consigli utili alla causa del vampiro Martin Voigt. Marco Innocenti, designer professionista e appassionato di ipernarrativa che nel 2012 ha vinto l’IF Comp con Andromeda Apocalypse, ha anche disegnato la splendida cover del gioco, che impreziosice pure questo post.

L’avventura ora dovrebbe essere più facile e scorrevole e – per far contenti i giudici – c’è pure il walkthrough. Grazie a tutti quelli che giocheranno e voteranno o comunque mi scriveranno per comunicarmi le loro impressioni.

E ora… let’s play!